Scrivere con la luce-Vittorio Storaro
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| Vittorio Storaro |
Scrivere con la luce- la trilogia di Vittorio Storaro, il direttore della fotografia tre volte premio Oscar, ci racconta il mondo artistico e professionale di un mago della fotografia per il Cinema.
Attraverso questi libri è possibile avvicinarsi al mondo del cinema dalla porta principale: quella delle immagini che raccontano. La costruzione di un significato attraverso l'uso delle immagini e il loro movimento. La semiotica e la sintassi di questa affascinante e sempre un po' misteriosa forma di comunicazione delle idee.
Vittorio Storaro, classe 1940, è figlio di un proiezionista della Lux film; quindi, in qualche modo, figlio d'arte. Inizia giovanissimo a studiare fotografia. Prima all'Istituto Tecnico di Roma "Duca d'Aosta", poi al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diploma nel 1961.
Il suo esordio nel mondo del cinema risale al 1969, quando cura la fotografia per il film Giovinezza, giovinezza di Franco Rossi.
Già, l'anno successivo, è al fianco di Dario Argento per L'uccello dalle piume di cristallo e di Bernardo Bertolucci per Il Conformista, pellicola che sarà in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Berlino (premio speciale dei giornalisti e premio Interfilm) e che, nel 1971, vincerà il David di Donatello come miglior film (nel 1972 nomination al Premio Oscar e al Golden Globe, premio al National Society of Film Critics Award per la miglior regia e per la miglio fotografia).
Da allora, Vittorio Storaro, inanella una ininterrotta carriera di prestigiose collaborazioni con molti dei migliori registi che hanno fatto la storia recente del cinema. Sia italiani che stranieri.
Lavora accanto a registi del calibro di:
Giuseppe Patroni Griffi (Addio fratello crudele del '71 e Identikit del '74), Salvatore Samperi (Malizia del 1973 e Scandalo del '76), Giuliano Montaldo (Giordano Bruno 1973).
Numerose e fortunate le collaborazioni di Vittorio Storaro anche all'estro:
Apocalipse Now di Francis ford Coppola (Oscar per la miglior fotografia 1980), Reds di Warren
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| Apocalipse Now |
Beatty (ancora l'Oscar nell'82).
E poi: Michael Apted, Richard Donner, Elaine May, Carlos Saura, Alfonso Arau, Rachid Benhadj e, nel 2015, Majid Majidi con Muhammad: The Messenger of God.
Naturalmente continua il consolidato sodalizio artistico con Bertolucci che, nel 1987 con L'ultimo Imperatore, frutterà a Storaro, il terzo Oscar e il David di Donatello per la migliore fotografia, oltre ad una innumerevole serie di premi e riconoscimenti dai più prestigiosi organismi specializzati, soprattutto negli Stati Uniti.
«Non mi sono mai sentito a mio agio con la definizione "Direttore della fotografia", preferisco piuttosto "Autore della fotografia cinematografica". "Autore" vale a dire, infatti, libero ingegno creatore, della "foto-grafia" cioè dello "scrivere con la luce"».
E proprio "Scrivere con la luce" è il titolo di una monumentale opera che Vittorio Storaro ha dedicato all'arte della fotografia cinematografica, insieme ad altre pubblicazioni fondamentali per lo studio della fotografia nel cinema.


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