Venti su un autocarro
Venti su un autocarro
Venti su un autocarro-Guido Strumia
Venti su un autocarro
Il premio Biella, del quale "Venti su un autocarro" fu vincitore, alla fine del '39, era una delle tante manifestazioni volute dal Regime per portare - come diremmo oggi - la cultura sul territorio. Manifestazione, però, non delle minori, tanto che la giuria fu presieduta anche da Marinetti, e nell'anno della vittoria di Strumia era guidata da Ezio Maria Gray. Pure la rosa dei concorrenti, in quel 1939, era selezionata: il nostro "romanzo squadrista" infatti prevalse, tra gli altri, su Bocche di donne bocche di fucili che l'emergente Lajolo aveva dedicato alla sua esperienza nella guerra di Spagna.
Venti su un autocarro è un libro di memorie fasciste, scritto in forma di romanzo, che rappresenta ciò che fu lo squadrismo delle origini, quando per entrare nel Fascio bisognava avere almeno diciassette anni e nella sede si trovavano solo un ritratto di Mussolini, qualche bandiera e la raccolta del Popolo d’Italia. Gli squadristi erano una minoranza rumorosa, una pattuglia ardita ed elitaria, che affrontava un avversario numericamente più consistente, orgogliosi dei loro camions - su cui organizzavano le loro spedizioni -, e dei loro costumi da menefreghisti. Vecchi autocarri, spesso sgangherati residuati di guerra, attrezzati con rare mitragliatrici, accoglievano le camicie nere, sia per le azioni punitive che per quelle goliardiche e burlesche. Lo squadrismo fu la manifestazione per eccellenza del Fascismo-movimento, fu un fenomeno di “giovanilismo volontaristico”, che ebbe caratteristiche peculiari, varianti da provincia a provincia. Attraverso le azioni della ‘Disperata’, il racconto descrive l’ambiente umano e il ‘clima animico’ che coinvolgeva tutte le squadre d’azione, simile ovunque in Italia. Il volume narra le imprese compiute dalle squadre nei paesi del Biellese e fu pubblicato nel 1939 dalla Federazione provinciale di Vercelli.
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